Intervista a Gabriele Campagnano – Come crearti un seguito di lettori


Gabriele Campagnano è il fondatore di Zhistorica (il blog di approfondimento storico n.1 in Italia), è un grande esperto di comunicazione online applicata alla divulgazione culturale ed è autore del libro I Padroni dell’Acciaio. Gabriele ha partecipato come ospite alla ultime due edizioni del Festival internazionale del romanzo storico, Chronicae, che si tiene ogni anno a Piove di Sacco (Padova).

 

Gabriele Campagnaro - ZHistorica

 

Gabriele, parliamo di crowdfunding editoriale. Hai numeri importanti, non credo avresti avuto difficoltà a trovare un buon editore. Puoi raccontarci perché per il libro “I padroni dell’acciaio” hai scelto proprio il crowdfunding e non l’editoria tradizionale?

Essenzialmente per due ragioni. Innanzitutto, volevo evitare i canali tradizionali perché poco remunerativi. L’attività del mio Centro Studi è finanziata interamente dalla vendita dei volumi pubblicati, quindi incassare solo il 5-10% sul prezzo di copertina (contando quello che va all’’editore e il 60% circa al distributore) non mi avrebbe permesso di far fronte alle spese. In secondo luogo, volevo sfruttare al meglio le conoscenze tecniche che derivano dal mio lavoro. Dopo aver fatto per qualche anno il legale d’azienda, ho iniziato a occuparmi di comunicazione e marketing sui social, e questo mi ha permesso, unitamente all’ampia fanbase di Zhistorica, di ottenere un buon risultato.

 

Quanto ha influito la comunicazione online, in particolare quella sui social media, nel portare “I padroni dell’Acciaio” a progetto editoriale italiano più finanziato di sempre?

È stata la pietra angolare di questo progetto. Tra ricerche, scrittura ed editing, ci sono voluti quasi due anni per completare I Padroni, ma senza un’adeguata comunicazione online sarebbe rimasto solo un bel volume di ricerca per pochissimi appassionati.

 

Zhistorica è il sito di approfondimento storico più seguito in Italia con milioni di visite al mese. Sulla pagina Facebook ad oggi conta circa 100 mila persone. Come fai a gestire un pubblico di lettori così grande? Come gestisci il tuo piano editoriale? E su quali formati punti di più?

Devo ammettere che gestire Zhistorica da solo sta diventando sempre più difficile. Da circa un anno ho iniziato a ospitare alcuni articoli di altri autori molto in gamba (Andrea Conti, Riccardo Mardegan, Moreno dei Ricci, ecc.), ma il 95% degli articoli e il 100% di tutto il lavoro editoriale e di community management è ancora curato da me. Senza un piano editoriale, sarei morto e sepolto da tempo! Prendendo come riferimento una settimana (anche se il piano è bisettimanale), di solito ci sono 14 contenuti: 7 articoli dal sito e 7 post originali o condivisioni. Di questi ultimi, 2-3 sono meme di miniature medievali o rinascimentali che, spesso, portano a discussioni molto interessanti. Preferisco le immagini ai video.

 

Quando uno scrittore di romanzi è agli inizi ha una necessità maggiore di distinguersi e di emergere dalla massa. Ha bisogno di costruirsi un’immagine pubblica forte e riconoscibile. Come hai fatto agli inizi a far crescere il brand di Zhistorica?

La prima regola è NON SPAMMARE. Iscriversi a tutti i gruppi di lettura/fan del genere e proporre il volume appena pubblicato è una pessima idea. Quando ho iniziato, quasi dieci anni fa, ho preparato un piccolo brandbook con i colori e il logo da utilizzare (anche se è leggermente cambiato nel corso degli anni) e ho scelto gli argomenti da trattare, ossia le mie due grandi passioni: la storia e la letteratura fantasy/horror. Su questo canovaccio ho impostato tutta l’attività del sito. I social, ovviamente, hanno portato a una rivoluzione dell’intera struttura di Zhistorica. Facebook ha ucciso i blog personali, ma può essere di grande aiuto ai siti ricchi di approfondimento. Zhistorica è diventata quindi un sito monotematico di divulgazione storica di livello medio-alto. La parte “letteraria” è stata prima eliminata, e poi inserita in modo indipendente nella pagina Necrosword, che sta crescendo a vista d’occhio.

 

Un aspetto che reputo molto importante nel marketing e nella comunicazione editoriale sono le pubbliche relazioni, i contatti con gli influencer del settore. Quanto contano per te le pubbliche relazioni e come si fa a entrare in contatto con un personaggio, un giornalista o un brand editoriale di alto livello?

Da questo punto di vista, sono stato fortunato a “crescere” insieme a tanti altri blogger che sono poi diventati personalità abbastanza conosciute nella letteratura di genere. Con loro c’è un rapporto amicale che spesso va oltre il mero lavoro. Per quanto riguarda giornalisti ed editori, spesso iniziano ad interessarsi quando vedono che hai una pagina molto seguita e/o dai contenuti di qualità.

 

Parliamo di pubblicità su Facebook. Hai esperienza in tal senso? Quanto ha influito e influisce sulla crescita della pagina di Zhistorica?

Per l’adv di Zhistorica seguo gli stessi principi che metto in pratica per i miei clienti (anche se c’è una differenza rilevante l’adv di un’azienda che fattura 400 milioni l’anno e un piccolo centro studi come Zhistorica!). La pubblicità è, quindi, fondamentale. Facebook, d’altronde, ha penalizzato in modo consistente – e continuerà a farlo in futuro – la portata organica dei post, quindi sviluppare una strategia di fan population e adv targhettizzate può fare la differenza tra la vita e la morte social di una pagina.

 

Al Festival internazionale del romanzo storico hai parlato di come si può raccontare la Storia nell’epoca dei social network. Con i romanzi parliamo sempre di storie, secondo te, come può un autore raccontare ai lettori le sue creazioni? Come si fa a catturare l’attenzione su piattaforme digitali come Facebook e Instagram dove la soglia minima è molto bassa?

Favj e altri possono permettersi di pubblicare qualsiasi cosa e venderla, perché hanno a disposizione delle fanbase mostruose e in target. Un autore senza seguito sui social deve necessariamente partire da un buon prodotto letterario e farsi conoscere con post mirati. Anche in questo caso, sconsiglio di iniziare a chiedere l’amicizia a ogni scrittore, editor ed editore del globo.

 

Conosci degli scrittori di romanzi che si muovono bene sui social network e che riescono a comunicare con i propri lettori in modo davvero unico ed efficace?

Ce ne sono diversi. Ad esempio Antonio Lanzetta, autore per La Corte, riesce sempre a trasmettere un’immagine positiva e divertente del suo lavoro. Per gli autopubblicati, Alessandro Girola è un punto di riferimento perché si è costruito da solo, mattone per mattone, negli ultimi dieci anni.

 

Per concludere, ti chiedo la cortesia di dare agli scrittori di romanzi che seguono questo blog tre consigli utili per poter impostare una comunicazione online davvero convincente e qualche consiglio sulle migliori piattaforme da utilizzare per acquisire visibilità.

1. Rem tene, verba sequentur. Tutto ciò che scrivete sui social rimarrà per sempre. Quindi parlate e scrivete di cose che conoscete. Se un argomento vi è oscuro, non avventuratevi in discese irreparabili verso l’abisso.
2. Prendete confidenza con le insight di facebook e gli strumenti di social media management. Potrebbero salvarvi la vita.
3. Rileggete i post prima di cliccare su invio.

 

Gabriele, grazie mille per la tua disponibilità.

  
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